Cecchignola e il Piano di Zona: l’odg del Comune su via Kobler ed espropri

Di seguito il file in Pdf (scaricabile, clicca sul nome) sul futuro di via Kobler e gli espropri dei terreni tra Cecchignola e Fonte Meravigliosa:

odg 0609_Castello Cecchignola

Il CdQ

Una Risposta a “Cecchignola e il Piano di Zona: l’odg del Comune su via Kobler ed espropri”

  1. Attilio Tonolo Dice:

    Vorrei provare a commentare brevemente la notizia sull’esito del contenzioso con la Proprietà Torlonia e il Consorzio Fonte Meravigliosa, che considero di una gravità inaudita.

    Trovo sconcertante che a distanza di molti anni il Consiglio di Stato stabilisca definitivamente che l’esproprio per pubblica utilità dei terreni nei quali insistono le abitazioni del quartiere è illegittimo e che quindi debbano essere legittimamente risarciti i proprietari (la Costituzione garantisce il diritto della proprietà Privata !).

    Mi sembra di capire – dalla completa, esaustiva ed interessante relazione presentata al Consiglio del Municipio XII Eur del 28 maggio 2009 dal Presidente del CdQ Cecchignola – che la questione sia ora come risarcire del danno subito i proprietari dei terreni. E’ in corso il procedimento di ottemperanza davanti al Consiglio di Stato per la nomina di un commissario che proceda alla corretta quantificazione del danno.

    Dall’esperienza maturata in altre vicende (vedi Euroma2 – Castellaccio – Parnasi, che hanno visto aumentare la cubatura concessa da 200.000 mq a 800.000) mi sembra che la strada più facile sia – per il Comune – quella di concedere delle “compensazioni edificatorie ” “che consistono nel trasferimento dei diritti edificatori in altre aree edificabili di proprietà del comune o private, secondo il principio di equivalenza dei valori immobiliari. La compensazione è uno strumento legislativo che in pratica permette ai costruttori di essere risarciti oltre che del valore del terreno acquisto, anche dei mancati profitti che sarebbero derivati dall’utilizzo di quell’edificazione.”

    Il mio commento è questo: il danno commesso da pochi, facilmente individuabili e perseguibili, si deve trasferire inevitabilmente a tutta la collettività, in quanto l’aumento di cubatura contribuirà a rendere scadente la qualità della vita e sempre di più invivibile la nostra città – o esistono soluzioni alternative?

    Il costo delle opere di urbanizzazione che non sono state realizzate perché non viene richiesto – con azioni legali – ai responsabili delle cooperative costruttrici o agli amministratori comunali del tempo che sono stati negligenti ?

    Il Presidente del Comitato mi ha risposto:

    “Lo strumento della compensazione edificatoria sebbene legittimo sotto il profilo civilisto in applicazione del principio del “datio in solutum”, è censurabile da un punto di vista amministrativo in ragione dell’interesse pubblico ad una corretta ed armonica pianificazione urbanistica del territorio, interesse prevalente rispetto a quello privato leso nella proprietà.

    In questo paese, se ciascuno facesse il proprio lavoro con serietà ed attenzione, non ci sarebbe bisogno di cittadini impegnati come noi che, sottraendo tempo alla famiglia ed allo svago (se non anche al lavoro), cercano di capire cosa è successo e soprattutto formulano proposte concrete su cosa si debba fare.

    La verità è che, in questa vicenda, la politica non ha fatto la Politica, la magistratura non ha esercitato la Giurisdizione e l’informazione non ha fatto Informazione.”

    Attilio Tonolo

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