Con nota 25 settembre 2009 acquisita al protocollo del Dipartimento IX n. 64023 del 7.10.2009, l’Avvocatura Comunale ha risposto al nominato dipartimento in relazione alla mancata cessione del “Santa Rita” e di tutte le restanti aree del PDZ Vigna Murata.
In particolare l’avvocatura ha evidenziato la presenza di un giudizio innanzi al Tar Lazio iscritto con rg. n. 9197/00 teso all’accertamento della eventuale prescrizione degli impegni assunti dal Consorzio Fonte Meravigliosa negli atti d’obbligo Felicetti e Terzi e la necessità di attendere la sentenza imminente prima di procedere alle acquisizioni delle aree.
La nominata sentenza n. 09900/2009 è stata depositata e quindi pubblicata in data 14.10.2009, con esito favorevole per il Comune di Roma. In particolare il TAR LAZIO ha respinto tutte le domande formulate dal Consorzio dichiarando la non intervenuta prescrizione degli obblighi assunti dal Consorzio La Fonte Meravigliosa e la piena validità della determinazione dirigenziale n. 50/2000 anch’essa oggetto di impugnazione con la quale il DIPARTIMENTO III V U.O. si immetteva in possesso delle aree ricadenti nel PDZ n. 40 Vigna Murata non oggetto di cessione unilaterale da parte del Consorzio La Fonte Meravigliosa, ma a destinazione pubblica.
La sentenza assume un importanza fondamentale perché con un colpo solo sgombra il campo dalle supposta intervenuta prescrizione degli atti d’obbligo paventate dall’avvocato De Majo come pubblicato sul ns blog e dall’altro da via libera al Comune per compiere i definitivi atti di immissione anticipata in possesso di tutte le altre aree a destinazione pubblica non cedute dal Consorzio ma oggetto degli atti d’obbligo, tra cui il “Santa Rita e contestualmente le azioni legali ex art 2932 c.c. per acquisire la piena proprietà delle stesse.
I giudici del TAR ben evidenziano come la parte del verbale di cessione gratuita di aree sottoscritto da Salvatore Saggese in data 13.6.1990 avente ad oggetto il rinnovo dell’impegno da parte del Consorzio a completare la cessione delle aree situate all’interno del p.d.z., non incluse negli atti unilaterali di cessione gratuita notaio Dott. Misurale “non risulta essere affetta da alcuna ambiguità”,ritenendo, altresì, perfettamente valida ed efficace l’anticipata immissione nel possesso da parte del Comune di Roma delle dette aree, a fronte dell’inerzia del Consorzio nel procedere alla integrale cessione, essendo la stessa volta ad evitare l’ulteriore pregiudizio derivante dalla mancata disponibilità delle stesse da parte del Comune e quindi della collettività essendo destinate a servizi pubblici.
Il CDQ profondamente convinto della legalità e legittimità delle azioni fino ad oggi portate avanti ritiene che la sentenza in esame pone le basi essenziali per poter procedere celermente al completamento del PDZ 40 ed in particolare sulla questione “SANTA RITA” visto che ve ne sono i presupposti e pertanto continuerà ad insistere perché il Comune esercitando il suo potere autoritativo disponga l’anticipata immissione in possesso del bene finalizzata alla finale acquisizione al patrimonio comunale come da atti d’obbligo. La sentenza del Tar è disponibile sul Blog del CdQ.
Il CdQ
MATERIALI:
SCARICA LA SENTENZA DEL TAR DEL LAZIO: SENTENZA 9900 DEL 14.10.2009[1]




Ottobre 17, 2009 alle 10:45 pm |
Ottima sentenza e ottimo precedente che dovrebbe facilitare l’emanazione di una determinazione dirigenziale per l’acquisizione del S.Rita e delle altre aree non ancora cedute. Fra l’altro la determinazione dirigenziale dovrebbe essere emanata anche per quanto riguarda le aree ex Bologna di proprietà della Cooperativa Statistica 2000.
La sentenza del TAR, nello specifico, riguarda l’area su cui attualmente sorge il complesso sportivo Fonte Roma Eur, area che a suo tempo fu denunciata da alcuni cittadini come non nella disponibilità del Comune di Roma che invece le aveva messo nei bandi per la realizzazione degli impianti. In poche parole il comune aveva assegnato quelle aree all’ente che ha realizzato il complesso sportivo senza che ne fosse ancora proprietario. Solo in seguito alla denuncia di noi cittadini del 13 marzo 1995 è stata approfondita la questione dal Comune di Roma che è sfociata nella determinazione dirigenziale 50/2000.
Speriamo che ora, in seguito all’ennesima denuncia e richiesta di acquisizione delle altre aree, fra cui il S.Rita, effettuata dal Comitato di Quartiere e sostenuta dai cittadini con la raccolta delle firme promossa dallo stesso Comitato venga emanata analoga determinazione dirigenziale.
Un grazie ancora al Comitato di Quartiere per l’attenzione e la perseveranza che sta dimostrando su questo tema.
Ottobre 19, 2009 alle 7:50 am |
http://www.profontesmeraldo.it/grillo.php
Se il Santa Rita fosse “disponibile” a brevissimo, ci si potrebbero fare tante altre cose, attraverso un suo opportuno frazionamento:
1. Sede di un Centro di Servizi Anagrafici Comunali – Sezione distaccata per il XII e XI municipio.
2. Sede per un Posto di Polizia / Carabinieri, di quartiere
3. Sede di un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) /Patronato per servizi alle famiglie e ai residenti;
4. Asilo nido (ha un bel giardino) oltre al CAV – Centro di Aiuto alla Vita ; e magari anche una casa d’ accoglienza per ragazze in difficoltà, tipo casa di Cristian ;
5. Sede di feste, il cui ricavato potrebbe essere usato per la copertura di costi, quali energia elettrica, acqua,gas, giardinaggio e manutenzione dello stabile ;
6. Sede di un Ufficio Postale di quartiere;
7. Oltre alla biblioteca multimediale, ci si potrebbero mettere degli hot spot, -punti di ricezione-trasmissione per (Internet Points) il wi-fi wireless fidelity (via etere), nel quartiere, come è stato fatto in parrocchia tramite la Provincia di Roma.
Ottobre 19, 2009 alle 2:02 pm |
Non diciamo “Gatto” prima di averlo messo nel sacco!
Prima di tutto perchè non possiamo prevedere quali siano le prossime mosse del Consorzio: agevolare il passaggio della proprietà, oppure opporsi per avere “potere negoziale” con il Comune per risolvere il contenzioso in essere per gli espropri illeggittimi subiti.
Poi è del tutto evidente che occorrono molte centinaiai di migliaia di euro (se non milioni !) per mettere a norma e in sicurezza antisismica l’edificio (tetto e solai da rifare completamente).
Dove trovare i fondi per eseguire i lavori di restauro? Dalle casse comunali svuotate da “scellerati mascalzoni” e “dilapidatori” nel passato?
Dubito fortemente che ce ne siano per la bisogna.
Nelle more l’edificio, come qualcuno ha detto, potrebbe diventare rifugio per senza tetto o venire occupato da “Centri Sociali” in cerca di nuovi spazi.
Forse è meglio che rimanga ancora in essere al Consorzio – che comunque custodisce il bene con diligenza – prima di avere identificato un piano di azione concreto. Attilio Tonolo
Ottobre 20, 2009 alle 11:17 am |
Ma quale rifugio per i senza tetto? Non mi pare che il Consorzio sino ad oggi ha manutenuto il bene con diligenza come dice lei altrimenti non ci sarebbero come sostiene lavori da effettuare. Di centri sociali non si parla da nessuna parte, la delibera del Municipio XII è chiara, se poi si vuole interpretare in modo diverso appositamente per essere al solito disfattisti…. Le cose non si fanno tanto per fare da queste parti e neanche il Comune ha interesse con il movimento popolare a farle tanto per fare.
Cordiali Saluti
Il CDQ
Ottobre 21, 2009 alle 11:22 am |
Il CDQ si assume la responsabilità – che non sembra manifestare – di quello che dice. Ad Majora.
Attilio Tonolo
Ottobre 21, 2009 alle 12:48 pm |
“Il CDQ si assume la responsabilità – che non sembra manifestare – di quello che dice. Ad Majora”.
Caro Tonolo,
francamente io non capisco il suo messaggio. Lei assume nel precedente post del 19 ottobre 2009 che il Consorzio è degno di mantenere la manutenzione del Santa Rita, ma sempre nel medesimo post assume che l’edificio necessita di numerosi interventi manutentivi. Per fatti concludenti è facile dedurre dal suo stesso scritto che il Consorzio non avrebbe mantenuto il Santa Rita per il meglio altrimenti di interventi non ce ne sarebbe la necessità. Il Municipio XII con la risoluzione si è preso all’unanimità certi impegni e noi stiamo qui a verificare che vengano rispettati. Questo è il ns compito. Certo non possiamo sostituirci agli organi pubblici, mi pare chiaro, ma mai da nessuna parte si è menzionato di far diventare il Santa Rita rifugio per i senza tetto o sede di centri sociali.
Quindi non capisco dove vuole arrivare.
Cordiali saluti
Avv. Carla Canale
Ottobre 21, 2009 alle 1:26 pm |
Avvocato Canale, Lei non sa cosa dice!!!
Il Consorzio ha gestito e custodisce l’immobile in maiera decorosa, senza fare i grossi investimenti strutturali di cui l’immobile ha bisogno, perchè non ha in fondi e perchè questo non è il suo compito.
Se ben nota l’edifico in questione è dei primi del secolo scorso, ed è stato costruito con criteri strutturali e regole di sicurezza che non sono più quelli oggi in vigore.
Per mettere in sicurezza antisismica (secondo le norme attualmente in vigore) e a norma statica l’edificio e ottenrene al’abitabiltà – come ho già detto ma mi sembra che Lei non voglia intendere – occorrono lavori di ristrutturazioni complessi ma sopratutto molto costosi.
Lei ha avuto assicurazioni che qualcuno è disposto a finanziarli ?
Se il Comune acquisirà l’immobile – come poi tutti auspichiamo – è in grado di mantenerlo o quantomeno custodirlo? Questo Lei – che si occupa del bene comune – dovrebbe chiederselo.
Mi creda le cronache dei giornali romani sono piene di denunce di situazioni di degrado e di problemi di sicurezza per i cittadini dovuti proprio a casi analoghi a quelli del Santa Rita, dove luoghi pubblici in attesa di fondi per la loro ristrutturazione e riconversione sono stati oggetto di “occupazioni” di senza casa, di extra-comunitari, di Centri Sociali autogestiti.
E’ questo che vuole per il nostro Quartiere?
Non è il caso di fare una riflessione e di programmare un piano di azione che prenda in considerazione queste ipotesi e proporre una oculata gestione del futuro? E solo quello che ho voluto segnalare.
Vede – la totale sfiducia nel Suo operato che io manifesto – deriva proprio dalle scarse considerazioni che Lei fa delle opinioni dei cittadini che “osano” contraddirLa, ma che vogliono solamente offrire uno spunto critico, ma in anche fondo costruttivo per la migliore gestione del bene comune.
Attilio Tonolo
Ottobre 22, 2009 alle 8:17 am |
Caro Tonolo,
prima di tutto quel che Lei critica è l’operato non della sottoscritta, ma di 9 persone che compongono il CDQ che all’unanimità hanno deciso di intraprendere questa battaglia, supportati da un gran numero di cittadini, al contrario di quel che Lei ritiene.
Nella ricerca di un luogo adatto a divenire un punto socio-ricreativo per il quartiere si è dovuto prendere atto in primo luogo delle inadempienze dei consorzi che hanno operato nel quartiere. Inadempienze queste che non solo danneggiano il Comune ma soprattutto noi, quali cittadini del quartiere. In questa ricerca ci si è resi conto in primo luogo che sarebbe costato enormemente realizzare edifici definitivi nuovi, ma soprattutto che in taluni casi mancano i relativi spazi, poiché sono stati destinati ad altro dai consorzi. La scelta pertanto è ricaduta su quell’edificio che già c’è nel quartiere e che da solo risolverebbe notevoli problemi: il SANTA RITA, appunto. E ciò in considerazione del fatto che da sempre quel bene è destinato ad utilizzo pubblico e non privato come invece lo è stato sino ad oggi e soprattutto come è stato raccontato alla gente sino ad ora. Questo ovviamente non lo dico io ma le carte che sono anche a Sua disposizione e che ha potuto leggere e soprattutto la sentenza del TAR LAZIO. In tal senso se il Consorzio ha sullo stesso espletato una manutenzione ordinaria lo ha fatto per interessi propri non dei cittadini del quartiere. Il Municipio XII non solo ha deciso di affiancarci in questa battaglia ma si è impegnato con i cittadini a rendere possibile l’utilizzo del bene per le finalità cui era destinato. Se Lei fosse stato presente al Consiglio Municipale dello scorso 8 ottobre avrebbe ottenuto le rassicurazioni che cercava. D’altro canto una delle entità che maggiormente necessita di una sede è il Centro Anziani, che gode di notevole tutela su tutti i punti di vista. Basta in tal senso leggere la Deliberazione del Consiglio Comunale n. 222 del 18 e 21 novembre 1996.
Per quanto poi attiene ai Suoi riferimenti personali nei miei confronti, Lei non mi conosce affatto, non solo tengo in conto i consigli dei cittadini, ma soprattutto li ascolto, al contrario di quel che dice. Quel che non mi piace è quando la critica è strumentale e finalizzata unicamente a trovare il lato negativo delle cose in modo tale da far arenare tutti i possibili progetti, che al contrario possono portare utilità al quartiere. In conclusione La invito ad essere più costruttivo, magari proponendo questioni e/o eventuali soluzioni.
Avv. Carla Canale
Ottobre 22, 2009 alle 12:26 pm |
Bene.
Mia pare proprio il momento di intervenire ed intromettermi in questa discussione.
Abito proprio davanti ( il mio mio numero civico 203 è letteralmente dirimpettaio di quello del Santa Rita) e ci abito ininterrottamente dal lontano luglio 1979 E mi intrometto ANCHE A NOME DI MOLTI ALTRI CONDOMINI di via T. Arcidiacono appunto dirimpettai.
Nonostante la comprovata ed indiscussa buona fede di Carla Canale NOI TUTTI CONDOMINI siamo fortemente preoccupati e le osservazioni fatte dal sig. Tonolo non sono del tutto infondate e prive di considerazione.
Il Manufatto non è stato mai ristrutturato, ma non è stato neanche mai “maltrattato” e la situazione attuale altro non è che il risultato del tempo trascorso mentre il verde circostante è stato ed è scrupolosamente curato.
La Villa ,architettonicamente , è di notevole pregio e sentire dire che potrebbe diventare sede di questo o quell’altro come se fosse una costruzione prefabbricata culturalmente mi fa male al cuore.
Chi deciderà cosa deve diventare il S. Rita?
e con quale priorità?
Che forse gli anziani hanno più diritto dei giovani ad avere un centro di riferimento?
Oppure gli amanti del leggere e dei film e del teatro hanno ancora meno diritto ad aver una biblioteca o una sala?
E i bambini ? Vogliamo dimenticare i bambini!!!??
Si potrebbe andare avanti per ore..
Come giustamente osserva il sig. Tonolo chi provvederà alla ristrutturazione del S. Rita?
E la manutenzione del verde con quali soldi si sosterrà, visto che le associazioni che vi si collocheranno saranno senza fine di lucro?
Il S. Rita farà la fine del famoso campo di bocce (per cui si è spesa la ragguardevole somma di 65 mila euro) che giace incustodito e in via di degrado?.
BISOGNA RICORDARE CHE AL DI FUORI DEL S. RITA NON ESISTE PARCHEGGIO e che quindi non possono essere accolti ospiti con macchine e motocicli.
I problemi sono molti e sono tutti da vagliare per non trovarsi in futuro con situazioni ingestibili.
Ecco perchè i condomini di Via Tommaso Arcidiacono sono fortemente preoccupati, preoccupati che davanti la loro casa la bellissima Villa ed il verde circostante possa trasformarsi in un arido e devastato sito e per questo stiamo proponendo un vero e proprio COMITATO a tutela del decoro ambientale.
Mi rendo disponibile per qualsiasi chiarimento sulle nostre posizioni che nulla hanno a che vedere con posizioni ideologiche e quantomeno politiche.
rossana bianchini
Ottobre 22, 2009 alle 9:48 pm |
Certamente nessuno può pensare che l’acquisizione di un bene per l’utilità pubblica debba poi concludersi con il degrado del bene stesso. Qui il ragionamento dovrebbe andare nelle due direzioni: finalmente mettere nella disponibilità di tutti i cittadini, con l’individuazione di un gestore responsabile del bene, il S. Rita e contemporaneamente garantirne la piena funzionalità ed efficenza. Sicuramente il problema va affrontato e bisognerà studiarci un po’ sopra per tentare di prefigurare soluzioni praticabili. Ma da qui a pensare di lasciare tutto come sta, quindi gestione esclusiva da parte del Consorzio che fra l’altro non fa neanche la manutenzione, ce ne passa. A me sembra che il compito un po’ di tutti è quello di individuare soluzioni e di proporle. Altrimenti ci ritroveremo come per il verde pubblico che finchè ha fatto comodo il Consorzio lo ha manutenuto e poi nel giro di quattro mesi lo ha abbandonato a se stesso. In quella occasione il senso di responsabilità di alcuni cittadini ha salvato i nostri prati dal degrado. Perchè non si potrebbe ragionare anche in questa occasione in termini un po’ più positivi confidando su quel senso di responsabilità che numerosi cittadini di questo quartiere hanno già dimostrato? Oppure si preferisce non avere un centro socio culturale di cui moltissimi sentono il bisogno? Oppure questo bisogno, che il nostro piano di zona ha previsto essere meritevole di tutela, non dovrebbe essere soddisfatto? E con quale diritto si dovrebbero privare i cittadini della soddisfazione del bisogno di poter fruire di un centro socio culturale pubblico? In conclusione lavoriamoci un po’ su questo senza farci intimorire dalle paure che abbiamo: però per lavorarci bisogna rimboccarsi le maniche e dedicare un po’ del nostro tempo, della nostra professionalità e delle nostre intelligenze al bene comune.
Sandro Dauri
Ottobre 23, 2009 alle 6:49 am |
Voglio fare un passo indietro e chiedere pubblicamente scusa all’Avvocato Canale per i termini e il modo “brusco” con cui ho interloquito con Lei. Io leggo il blog saltuariamente dal lavoro – e intervengo nei sprazzi di tempo che trovo – lasciando quindi traccia della mia fretta nei vari refusi e anche per il modo forse troppo diretto con cui mi esprimo.
Sulla questione del “Santa Rita” ho manifestato da subito delle perplessità sull’iniziativa, perchè notavo che si lasciava “il certo” per “l’incerto”.
Io ho personalmente un buon giudizio sull’operato del Consorzio Fonte Meravigliosa e quindi a me non dispiace l’idea che continui a mantenerlo in maniera decorosa, come ha fatto fino adesso.
Bene ha fatto Lei – insieme al Consiglio – a ribadire in termini legali che la proprietà del bene è pubblica, ottendendo la conferma di questa affermazione con deliberati e mozioni approvate dal Consiglio della XII Circoscrizione.
Altra cosa è insistere perchè l’esproprio venga eseguito immediatamente, prima di avere ottenuto dagli amministratori certezze sullo stanziamento dei fondi per la sua ristrutturazione, un progetto esecutivo, una destinazione certa.
Noi tutti sappiamo che i bilanci Comunali e Circoscrizionali sono in sofferenza. E’ impensabile che Alemanno o Calzetta decidano – in questo momento – di stanziare centinaia di migliaia di euro (se non milioni !) per la costosa ristrutturazione dell’edificio. Ci sono ben altre emergenze – dalla viabilità, alla Sicurezza, alla Salute, all’assistenza degli anziani, all’edilizia scolastica – da privilegiare.
Mi associo all’inziativa della Signora Rossana Bianchini e degli abitanti di Via Arcidiacono.
Attilio Tonolo
Ottobre 23, 2009 alle 7:49 am |
Salve a tutti, io mi sono trasferita da pochissimo in questo quartiere, quindi non posso esprimere giudizi sull’operato del consorzio o del comitato di quartiere però vorrei segnalare che i motivi di preoccupazione non possono essere considerati semplicisticamente “disfattisti”.
Esempi ben più importanti del Santa Rita e sui quali il Comune stesso con le sue giunte si era speso in progetti e promesse, ne sono testimonianza. Uno su tutti, l’ex Fiera di Roma sulla Cristoforo Colombo che da area da destinarsi a polo museale e/o a parco tematico e/o a centro conferenze è diventato campo nomadi di transito! e non abusivamente ma come destinazione d’uso “temporanea”.
A questo proposito segnalo due articoli giornalistici:
http://www.romatoday.it/municipio/11-garbatella/garbatella/ex-fiera-roma-progetto-riqualificazione-cittadini.html
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/08/01/ancora-risse-violenze-all-ex-fiera-di.html
Saluti
Silvia
Ottobre 23, 2009 alle 10:20 am |
Interessante,
mentre fioccano le proposte di utilizzazione… gia si preparano i ” comitati NIMBY “…
Ottobre 23, 2009 alle 11:20 am |
Cari tutti,
L’intento del CDQ era ed è sbloccare la situazione ma questo non significa che il tutto venga fatto in tempi brevi. Infatti la questione Santa Rita è di evidenza collegata a tutte le altre aree non cedute da tutti i consorzi operanti nel quartiere e alle realizzazioni pubbliche mancanti. L’idea è semplicemente quella di mettere il Comune dinanzi alle proprie responsabilità,(sono da 30 anni che apsettiamo) poi saranno gli uffici a ritenere le modalità di azione più opportune. Infatti potrebbero preferire strade più lunghe ma più sicure. Quindi per tutti gli altri discorsi noi cittadini avremo il tempo di incontrarci e confrontarci per proporre al Comune le soluzioni più opportune una volta che l’edificio e l’annesso giardino sarà nella sua disponibilità, cosa che non è detto che accada in tempi brevi. Questo sia attraverso assemblee cittadine sia incontri ristretti, questo comitato non si è mai tirato indietro, ma soluzioni alla mancanza di servizi vanno trovate. Per quanto riguarda le altre problematiche siamo sempre vigili e nel corso di vari incontri le abbiamo fatte presenti all’amministrazione municipale e alla polizia/carabinieri. Per quanto riguarda comunque parte di quelle individuate dal sig. Tonolo (scuole pubbliche e salute) debbo mettervi in evidenza che se ci troviamo con queste necessità parte della responsabilità va ricondotta anche ai comportamenti omissivi dei vari consorzi che di servizi ne hanno realizzati ben pochi nonostante le prescrizioni di legge.Non credo che lasciare il Santa Rita al consorzio porti a dei benefici soprattutto perchè i lavori di manutenzione non verranno mai fatti e questo porterà ad un aggravamento della situazione nel corso degli anni, con l’unico risultato certo di privare il quartiere di una struttura pubblica.
Cordiali saluti
Avv. Carla Canale
Ottobre 23, 2009 alle 2:20 pm |
Buon giorno a tutti,
fino a questo momento non avevo mai ritenuto opportuno e necessario intervenire sul blog per una serie di motivi:
lasciare la possibilità di esprimersi ai veri protagonisti: gli abitanti del quartiere. Questo blog è stato realizzato da Emilio Torsello (al quale va il grande merito) con l’assenso dell’intero Consiglio Direttivo del CdQ e costituisce lo strumento che deve consentire la continua interlocuzione fra i cittadini e il citato Consiglio; quest’ultimo deve motivare il proprio operato costantemente e rispondere alle richieste, ai consigli e alle critiche espresse dai cittadini.
non sovrapporsi alle attività svolte da altri consiglieri.
Emilio Torsello, Carla Canale e Mario Bucchi hanno provveduto a fornire risposte sul blog agli abitanti in modo esaustivo, per questo motivo il sottoscritto non ha mai ritenuto necessario intervenire fornendo ulteriori ragguagli.
Dopo aver letto gli ultimi interventi, nonostante successive e opportune autocritiche e comprensibili preoccupazioni espresse da alcuni abitanti, ho sentito la necessità di esplicitare il mio pensiero come cittadino e Vice Presidente del CdQ.
Questo Consiglio Direttivo è molto sensibile alle proprie responsabilità e rappresentatività nei confronti della comunità. Il perseguimento di tali principi hanno determinato all’interno del CdQ un’evoluzione e un’unione intenti tra i consiglieri.
Quanto detto costituisce l’essenziale preambolo per affermare che questo CdQ decide democraticamente a maggioranza le linee di azione recependo le necessità dalla cittadinanza, verificando la bontà dei propri intenti attraverso lo studio di documenti, valutando e ponderando azioni consone allo sviluppo delle situazioni contingenti. Citate linee di azioni e finalità, risultano conformi ai programmi degli stessi Consiglieri.
E’ indubbio che la professionalità nell’ambito lavorativo dei vari Consiglieri, le caratteristiche personali, devono costituire un vantaggio per la risoluzione delle varie problematiche.
Quindi è il Consiglio Direttivo che decide come affrontare la risoluzione delle problematiche del quartiere, grandi e/o piccole che siano.
Non penso che un CdQ che si definisca tale, debba esclusivamente adoperarsi per la risoluzione dei piccoli problemi quotidiani.
Non penso che un CdQ debba affrontare problemi atavici del quartiere senza essere coadiuvato e supportato dalla cittadinanza e dando, per semplici, le risoluzione prospettate.
Allora dobbiamo essere seri tutti nei rispettivi ruoli.
Il CdQ è impegnato allo spasimo affinché, vedi atti ufficiali, vengano rispettati i diritti dei cittadini.
Convinto di esprimere il parere dell’intero Consiglio Direttivo, mi esprimo in tal senso: siamo convinti che gli abitanti non desiderano solo buoni intenti, ma risposte concrete e soluzioni adeguate; tali risposte ufficiali sono arrivate e risultano conformi al Nostro operato.
Questo sta a significare che la Nostra analisi e valutazione si è dimostrata giusta nei termini e nei modi perseguiti.
Chiaramente sto parlando della gestione e manutenzione del verde pubblico e dell’acquisizione del S.Rita da parte del Comune di Roma e della successiva gratuita cessione alla cittadinanza. In entrambi i casi individuo tre fasi:
Verde Pubblico
1. Nel primo caso, il CdQ preso atto dello scioglimento dell’Ass. Fonte Verde e degli intenti dei suoi Consiglieri, delle decadute condizioni economiche che permettevano la precedente modalità gestionale, ha supportato, nei limiti delle proprie responsabilità, l’unica soluzione reale che consentisse ai cittadini di sentirsi parte integrante della manutenzione e gestione del bene pubblico.
2. L’attuale gestione in atto vive una fase molto delicata che necessità della buona volontà da parte di tutti: il forte rischio è quello di vedere il Nostro verde degradato o gestito da entità esterne non sensibili all’adeguato mantenimento, con possibili conseguenti cambi di destinazioni d’uso veri o fittizi (vedi installazione di punti verde qualità, cioè attività commerciali). Come CdQ possiamo esigere trasparenza nella gestione, pressare l’Amministrazione richiamandola alla sua responsabilità, favorire la naturale condivisione d’intenti fra chi gestisce e i cittadini, farci promotori di incrementare il numero dei gestori locali così da rendere il progetto più largamente partecipato, ma non possiamo e dobbiamo invadere campi altrui.
3. Una volta che questo meccanismo sarà a regime come mi auguro, dovremo migliorarlo contribuendo tutti a mantenere questo bene affinché ne possano godere anche le generazioni future.
Santa Rita
1. Dopo l’acquisizione dei documenti, il loro studio e la divulgazione sul blog, abbiamo avuto la consapevolezza di poter agire e abbiamo definito una modalità operativa, condividendola con alcune realtà direttamente interessate presenti sul territorio. Atti ufficiali prodotti dai Dip. del Comune di Roma, Municipio XII e Tribunale Amministrativo Regionale hanno confermato quanto dedotto dal CdQ dai documenti storici acquisiti. A questo punto non penso sia più lecito domandarsi e discutere se questo è un bene pubblico del quale i cittadini non hanno mai potuto fruire per decenni perché in tal senso parlano gli atti ufficiali.
Preso atto di questo allora dovremmo essere tutti propensi ad acquisire quello che ci spetta in tempi rapidi e nelle idonee condizioni.
2. Visto che siamo una comunità e il CdQ l’organo rappresentativo, dovremo poi discutere tutti assieme (Associazioni, Gruppo Scout, Centro Anziani……abitanti) come fruire al meglio di tale struttura, rendendola un luogo accogliente come si trattasse delle nostre abitazioni visto che appartiene a tutti Noi.
3. Passati i buoni propositi dovuti all’entusiasmo, dovremo essere così maturi da potercelo mantenere visto disdicevoli precedenti nel quartiere.
Come potete comprendere le due questioni, insieme ad altre, potrebbero essere intesa di scambi e accordi che non hanno nulla a che vedere con il bene comune.
Non chiediamo nulla di più di quello che ci spetta nei tempi e modi opportuni.
Mi sembra controproducente osteggiare la prima fase introducendo la seconda, mi sembra non coerente porsi domande sulla futura gestione e manutenzione.
Permettetemi di citare una frase di Robert Kennedy: “La gente risente dei problemi e si duole domandandosi perché, io sogno un mondo migliore e mi chiedo perché non realizzarlo”.
Dobbiamo essere coscienti e fiduciosi nella forza che cittadini uniti, organizzati e maturi possono veder tutelati i loro diritti. Quanto detto parte da un presupposto: ognuno di Noi deve spendersi per la comunità.
N.B.
Considerate questo intervento come un evento raro perché non desidero invadere campi altrui; quindi auguro buon lavoro, per quanto concerne il sito, ad Emilio, Carla e Mario.
Rimango comunque a disposizione di tutti gli abitanti.
Vostro
Roberto Chiocchini (Vice Presidente CdQ Vigna Murata)
Ottobre 25, 2009 alle 2:54 pm |
RITENGO ENCOMIABILE TUTTO IL LAVORO EFFETTUATO DAL CDQ ANCHE E NON SOLTANTO RIGUARDO ALLE PROBLEMATICHE TUTT’ORA APERTE CON IL CONSORZIO-
AL FINE DI ARRICCHIRE LA NOSTRA CONOSCENZA SULL’ARGOMENTO HO SOLO DUE DOMANDE ED INSIEME CONSIDERAZIONI DA FARE E CHE SONO LE SEGUENTI:
1)SUPPONGO CHE ,IN ASSENZA DI UNA IMPUGNAZIONE DELLA SENTENZA DA PARTE DEL CONSORZIO DAVANTI AL CONSIGLIO DI STATO, LA SENTENZA DEL TAR SIA DI PER SE’ IMMEDIATAMENTE ESECUTIVA .
LA DOMANDA E’ :
PERO’ ,POICHE’ E’ RAGIONEVOLE IPOTIZZARE UN RICORSO DA PARTE DEL CONSORZIO AL CONSIGLIO DI STATO,QUALORA CIO’ AVVENISSE SIGNIFICA CHE L’ARGOMENTO E’ NUOVAMENTE RINVIATO SINE DIE ? ………E QUINDI DI CONSEQUENZA LE PREOCCUPAZIONI MANIFESTATE DA ALCUNI ABITANTI SONO ANCH’ESSE DA RINVIARSI ……SINE DIE ?
2)HO LETTO LA DOCUMENTAZIONE DEL TAR I CUI CONTENUTI MI PARE SIANO CIRCOSCRITTI SOLO ALLE AREE OGGETTO DI PRESCRIZIONE CHE RICADONO NEL PIANO DI ZONA E QUINDI, PER SIMILITUDINE, ANCHE L’AREA DEL SANTA RITA DOVREBBE ANCH’ESSA RICADERE NELLO STESSO PIANO DI ZONA .
LA DOMANDA E’:
QUANDO SI PARLA DI AREE DEL PIANO DI ZONA CI SI RIFERISCE SOLO AI TERRENI OPPURE,INTRINSECAMENTE, CI SI RIFERISCE ANCHE AL MANUFATTO DEL SANTA RITA ?—-
INSOMMA,QUALORA FOSSE ACCERTATA LA PROPRIETA’ PRIVATA INTESTATA AL CONSORZIO DERIVANTE DA UN ATTO DI COMPRAVENDITA FRA PRIVATI SUL MANUFATTO DEL SANTA RITA , AFFINCHE’ IL COMUNE POSSA ENTRARE IN POSSESSO OLTRE CHE DEI TERRENI ANCHE DEL MANUFATTO (CHE PER NOI OVVIAMENTE E’ IL PIU’IMPORTANTE ) ,DOVRA’ NECESSARIAMENTE ATTIVARE IN FUTURO UN ITER GIURIDICO SEPARATO DA QUELLO ATTUALE ?—– OPPURE LA EVENTUALE FUTURA SENTENZA DEFINITIVA DELL’AUTORITA’ AMMINISTRATIVA ,CHE AUSPICHIAMO ANCORA FAVOREVOLE AL COMUNE , SI ESTENDEREBBE ANCHE ALLA CESSIONE ,OLTRE CHE DEI TERRENI,ANCHE DELLA PROPRIETA’PRIVATA DEL MANUFATTO INTESTATO AL CONSORZIO?
GRAZIE ANCORA AL CODQ PER TUTTO CIO’ CHE FA NELL’INTERESSE GENERALE .
Ottobre 25, 2009 alle 5:32 pm |
Intervengo per dare chiarimenti alle domande del sig. Riccio, ringraziandolo.
Dunque primo aspetto: Le sentenze sono tutte provvisoriamente esecutive. Quindi sono di per loro eseguibili. In caso di impugnazione la sospensione viene eventualmente stabilita dal giudice di secondo grado su richiesta della parte appellante. L’impugnazione in sé per sé non determina la sospensione dell’esecutorietà della sentenza di primo grado. Quindi nelle more la P.A. può agire.
Per quanto riguarda specificatamente il Santa Rita non vi sarebbe nessun rinvio sine die in caso di impugnazione in quanto la pronuncia di primo grado riguardava in primo luogo una determinazione dirigenziale avente ad oggetto altre particelle (circolo sportivo). Nel caso del Santa Rita la validità ed operatività del piano di zona con il relativo atto d’obbligo oltre che dalla sentenza del TAR è comprovata dagli atti interruttivi compiuti dalla P.A(le lettere del dipartimento IX, il Verbale di cessione gratuita del 1990, menzionato anche dal TAR e l’atto di esproprio). Quindi il Comune ben potrebbe agire sul Santa Rita. Nel caso di questo edificio inoltre il piano di zona non atteneva semplicemente all’area sottostante ma anche all’immobile che aveva una precisa destinazione pubblicistica ed era stato espropriato a favore dell’Eliotropio e della Caporale Star, cooperative riconducibili al Consorzio La Fonte Meravigliosa proprio in esecuzione al PDZ Vigna Murata bis, come potete leggere nello stesso atto presente nella sezione dossier Santa Rita. Quindi nel ns caso non c’è distinzione tra edificio ed area sottostante e l’azione del Comune è più agevole. Spero che le risposte siano esaurienti.
Cordiali saluti
Carla Canale
Ottobre 26, 2009 alle 1:24 pm |
GENTILE AVV. CANALE,
LEI E’ SEMPRE PERFETTA NELL’ARGOMENTARE SU ASPETTI GIURIDICI ED ALTRO.
PER ESEMPIO ,HO SCOPERTO CHE L’IMPUGNAZIONE DI UNA SENTENZA DI PER SE’ LA STESSA NON SOSPENDE AUTOMATICAMENTE’LA SUA ESECUTIVITA’ IN QUANTO E’ NELLA FACOLTA’ DEL GIUDICE,SU RICHIESTA DEL RICORRENTE, CONCEDERLA O MENO E QUESTO E’ UN FATTO SU CUI RIFLETTERE (OVVIAMENTE SAREBBE A NOSTRO VANTAGGIO LA NON SOPSENSIONE )DATO CHE E’ RAGIONEVOLE SUPPORRE CHE LA SENTENZA VERRA’ IMPUGNATA DAL CONSORZIO.
POI PER PER QUANTO RIGUARDA IL MANUFATTO DEL SANTA RITA ,NON RICADENDO LO STESSO SOTTO LA CONTRATTUALISTICA DELLA PROPRIETA’ PRIVATA , CIO’ FACILITERA’ L’ACQUISIZIONE DA PARTE DEL COMUNE ED ANCHE IN QUESTO CASO ,SECONDO ME,E’ UN ALTRO FATTO POSITIVO PER LA RELATIVA ACQUISIZIONE DA PARTE DEL COMUNE.
IN CONCLUSIONE,MENTRE IO IMMAGINAVO ALTRI TEMPI BIBBLICI,INVECE NOTO CON PIACERE CHE LA SOLUZIONE GIURIDICAMENTE E’ A PORTATA DI MANO ,E QUESTO E’ SENZ’ALTRO UN BENE PER IL QUARTIERE.
COMUNQUE GRAZIE ANCORA
GIANNI RICCIO
Ottobre 27, 2009 alle 10:06 am |
il consorzio se ne deve andare lo dice il giudice e il TAR.Lasciare al Consorzio il tutto significa
avere perso tempo e soprattutto concedergli tempo per esperire una bella usucapione tra 10 anni
quelli che lo propongono questo karakiri mi fanno pensare di essere degli “agenti infiltrati del consorzio” difendendolo e proponendo soluzioni utili solo a questa entità.
Il consorzio ho letto sul sito di pratofonte ha gestito finora il s.rita guadagnandoci soldi
per averlo affittato per feste . Quindi non ha fatto beneficenza ci ha guadagnato poco o tanto non possiamo saperlo avranno darendicontare su questo?
fatture ricevute o altro?
Trovare i soldi per ristrutturare il s.Rita è compito dei politici.
Ci sono vari usi cui il s.rita si presta come diceva saponi uno dei non eletti alle elezioni del cdq
1 sede sociale di associazioni culturali cdq centri anziani ;
2 sede di servizi utili al quartiere: asili nido,ufficio postale,CAF,patronati
bisogna scegliere cosa è piu’ importante
chi è stato eletto quali interessi rappresenta? quale lobby il centro anziani o i gruppi culturali?
o vuole dare servizi al quartiere?
per ristrutturarlo i fondi si potrebbero reperire
costruendo sotto il suo giardino(molto grande) dei box (30-40-50 ) il costruttore che esegue i lavori
con una parte del ricavato dovrebbe impegnarsi a mettere a norma il santarita secondo disposizioni e scopi d’uso magari ampliandolo in cubatura per potere ospitare tutti iservizi di cui il quartiere ha bisogno
o teoricamente potrebbe ricostruirlo
il giardino ovviamente dovrebbe restare i box sarebbero sotto di esso
Ottobre 29, 2009 alle 1:42 pm |
rispondo a Fabio (
costruire dei box sotto il giardino???!!!
le sue proposte sono raccapriccianti (escluse quelle di carattere culturale)
perchè non ci costruiamo anche dei prefabbricati così da avere anche dei locali per sagre e e balli.
mi domando dove abita.
Ottobre 29, 2009 alle 3:24 pm |
Per Rossana Bianchini
Mi sembra sia il caso di organizzare – da subito – il Comitato che ha in mente.
Prima che sia troppo tardi.
Numerose adesioni anche da via Forster e Via Marcocchia.
Attilio Tonolo
Ottobre 30, 2009 alle 5:47 pm |
cara signora bianchini , raccapriante è lasciare tutto in mano al Consorzio
perchè significa semplicemente fare una cosa
fare in modo che un privato usi gratis un bene pubblico (suo e mio),ci faccia dei soldi(già almeno 5 persone mi hanno confermato di aver pagato per feste il fitto dei locali del santa rita) e fra 10 o 20 annimagari riprovi a impossessarsene con usucapione o altri sistemi;
Signore e signori quel bene vale almeno 3 milioni di euro e un privato lo usa gratis non paga (corregetemi se sbaglio) nemmeno una concessione d’uso al comune e ci fa soldi.
Signora Bianchini se io occupassi e poi mi affittassi casa sua o il suo box e ci facessi soldi
Lei cosa direbbe?
questo è quello che fa il consorzio
NOn capisco come in Italia manca il senso dello Stato in moltissimi cittadini che se ne fregano della proprietà comune lasciando che forze organizzate
se ne approprino.
Se Lei è convinta che la mia proposta sia tanto raccapricciante
faccia una proposta intelligente
pratica e fattibile , perchè siamo tutti bravi a criticare ma quei 500 mila euro teorici mica ce li mette lei? i comune è indebitato per 9 mld .
Propongo di fare una assemblea un dibattito per trovare i fondi invitando i politici per discutere come procedere per fare in modo che
1 sia liberato il S.Rita
2 sia fruibile in parte per un certo periodo finchè non sia riparato;
3 sia ristrutturato e integralmente fruibile;
4 valutare se chiedere un risarcimento a chi lo ha occupato e ci ha guadagnato sopra
e verificare quanto ci ha guadagnato a che titolo e se interessare chi di dovere.
lasciare tutto al consorzio mi pare sia una idea che possa venire solo o a chi è un suo socio o da un suo stipendiato.
Perchè devo pagare il fitto di una sala a un consorzio che fa andare in malora il bene quando lo Stato riprendendolo è obbligato a trovare soluzioni?
La proposta di costruire dei box sotto il giardino mi pare molto piu’ intelligente del nulla di proposte che vengono dai critici
e del peggio che si propone lasciando al consorzio
tutto quel bene dello stato o vvero di tutti noi.
Se per esempio le poste italiane dovessero utilizzare parte del bene per installarci sopra un ufficio postale potrebbero contribuire pro quota ai lavori generali.
un box a Roma costa almeno 40-50 mila euro.
la sotto il giardino se ne potrebero costruire molti invece degli oneri concessori un costruttore potrebbe essere obbligato a ristrutturare o a ricostruire dopo abbattimento dell’edificio,infatti le norme attualmente in vigore prevedono anche l’abbattimento deell’edificio con eventuale ampliamento.
Non credo che il s,.Rita sia un bene storico insostituibile si potrebbe ache abbattere abbatendolo si potrebbe risparmiare molto e avere un edificio non a rischio.(certe volte costa piu’ ristrutturare che ricostruire ex novo certo questa è una valutazione caso per caso ma nella media è così oltrettutto ci sono adesso degli incentivi alla rottamazione degli edifici vetusti).
Mi hanno informato che il tetto è gravemetne danneggiato(chi è responsabile delle mancate riparazioni?).
se il tetto crollasse sopra i piani sottostanti
sarebbe il consorzio a ripararlo?
con tutta la buona volontà non ci credo affatto che il consorzio opera per il bene pubblico.
Altrimenti non avrebbe tentato l’usucapione
Lei che ne pensa signora Rossana e E Toniolo cosa pensa?
che il consorzio è una onlus ? un ente di beneficenza?
o siete ingenui oppure soci
favorire una entità del genere che cerca di impossessarsi di un bene nostro anzi si credeva già padrone di esso è un fatto grave.
Mi chiedo siamo a Roma o in Sicilia?
capisco l’omertà ma qui’ paradossalemente alcune persone vogliono regalare un bene pubblico a dei privati e criticano chi cerca di restituirlo alla collettività per usi comuni
CERTE VOLTE LA REALTA’ SUPERA LA FANTASIA
scusate visto che ci siete date in uso al consorzio anche il vs box o garage magari non vi serve…
Novembre 11, 2009 alle 2:56 pm |
risposta per il sig. Fabio.
non rieso a capire se Lei abbia valutato la mia considerazione oppure parla per pregiudizi e frasi fatte (sembra dalle sue parole che io fiancheggi qualcosa o qualcuno o che abbia addirittura interessi privati mah!!!). Il Suo sarcasmo è veramente fuori luogo.
Il fatto che Lei proponga addirittura l’abbattimento del manufatto la dice lunga su come Lei abbia a cuore la qualità ed il prestigio del quartiere.
A proposito pensi a quanti parcheggi ci sarebbero al posto del vetusto Colosseo….
A parte le battute Sig. Fabio penso che tra di noi ci dovrebbe essere più collaborazione nel trovare soluzioni utili al quartiere e non a trovare soluzioni populistiche che con il tempo possono poi finire nel nulla.
Spero di incontrarla alla prossima riunione del 18 novembre per evitare ulteriori fraintendimenti.
cordialità
rossana bianchini